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Vogue Italia | Miles Aldridge (after)

Scanned and colour managed by Idea Digital Imaging Ltd - job ref. 21871

After, dopo. Un avverbio che in sé conserva la forza del cambiamento che il tempo porta con sé. L’esistenza di un “dopo” infatti, suggerisce la presenza di un evento, di un punto rosso che divide la linea temporale dell’esperienza. Da quel momento tutto diventa diviso in “prima” e in “dopo”. Un semplice avverbio che apre un mondo di curiosità, un semplice avverbio che è molto di più di quello che si sembra essere. Lo sa bene Miles Aldridge, il fotografo che con i suoi scatti ha saputo, fermando un istante, creare interi mondi immaginifici con vere e proprie storie che prendevano il via. Noir chandleriani, critiche al grottesco contemporaneo che sembrano uscite dalle visioni di Buñuel e di Resnais, ucronie impredittibili che richiamano le visioni di Kubrick e gli intrecci caffeinizzati del primo Bret Easton Ellis: Aldridge è il maestro nel aprire scorci di fantasia e lasciarci vagare in essi.

(after) mostra ospitata alla Galleria Lyndsey Ingram di Londra non fa eccezione tanto nel titolo quanto nel contenuto. Nell’esposizione alcuni scatti realizzati da Aldridge dopo essere entrato in contatto con le opere di altri quattro grandi artisti: Maurizio Cattelan, Harland Miller e Gilbert & George. Sfruttando gli incontri con le opere di questi artisti, Aldridge ha ridefinito le loro opere trasformandole in parte integrante delle proprie fotografie e delle mise-en-scène che da sempre caratterizzano la sua fotografia.

Quelle che ne è scaturito è un racconto dell’arte con l’arte che nella sottolineatura e nello stravolgimento trova una forza dirompente resa ancora più emblematica dalla scelta del fotografo di spingersi oltre e andare a modificare anche il mondo della stampa.

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